Conclusione "Corso di scrittura creativa"


Martedì 13 giugno alle 14.30 presso la biblioteca del Liceo Oberdan ci sarà la presentazione del fascicolo del laboratorio di scrittura creativa.

I lavori di quest'anno sono stati organizzati attorno al tema del linguaggio e, secondariamente, della comunicazione. Il linguaggio dei giovani e degli adulti, della scuola nelle sue varie componenti, dei media, del successo e dell'insuccesso, la lingua materna e il dialetto. 

Questa la prefazione:

"La problematica che si è aperta, o squadernata..., è larghissima e offre continuamente nuove possibilità e richiami. Ma non si è voluto fare un gioco intellettuale sul linguaggio, questo ci è parso uno strumento da offrire ai giovani per cercare e per stabilire una propria identità.

E, nello stesso tempo, per far capire che questa identità è plurima: c'è un'identità in famiglia che si esprime in maniera diversa da quella che si esprime tra i compagni o con i professori; chi usa i social networks si crea, con il linguaggio, un'identità determinata e voluta; chi parla sempre in lingua si sente spesso spiazzato se si trova con persone che parlano in dialetto. E c'è il problema delle lingue straniere che dovrebbero diventare sempre meno straniere, sempre più “nostre” ma ancora non è così o non abbastanza.

Occorre non farsi travolgere dai flussi comunicativi, che ci confondono e ci perdono, ma nel contempo bisogna allargare se stessi in una comunicazione sempre più ampia. Il linguaggio e la comunicazione sono strumenti di crescita e di affermazione della propria personalità e cultura, sono mezzi che assicurano una propria identità personale e collettiva e consentono di modificarla, allargarla, precisarla; ricordiamo che Spinoza scriveva che ampliare se stessi e la propria capacità comunicativa porta alla “laetitia”, alla felicità.

Nei pezzi che presentiamo in questo fascicolo leggiamo uno sforzo per cercare e forgiare una propria identità personale, chi con ironia e chi con dolore; più difficilmente si incontra un tentativo rivolto a darsi un'identità collettiva, che semmai è data per scontata.

Viene dimostrato, in più modi, il desiderio di arricchire il proprio repertorio linguistico sia per esprimere meglio la propria interiorità, che per avere più possibilità comunicative, che per una crescita culturale complessiva. È finalmente entrata nella coscienza dei giovani l'importanza che ha un linguaggio ricco, corretto, vario, plurimo; arriverà anche la conoscenza di altre lingue, come il mondo odierno richiede".

I professori Gianni Zumin, Cristiana Colummi e Paolo Banova, organizzatori del Laboratorio di lavoro creativo ringraziano tutti coloro che hanno collaborato e hanno reso davvero speciale quest'anno e noi, come Scuola, non possiamo che felicitarci per avere docenti che hanno ancora voglia di mettersi in gioco.

 

Ultima modifica il 10-11-2020