Congedo alla mia scuola

E' con immensa gioia che pubblichiamo questa lettera di Matteo Landi, per salutare tutti gli studenti di quinta che quest'anno si sono diplomati nel nostro Liceo e ringraziare anche i docenti che con passione e dedizione li hanno seguiti in questi cinque anni. Auguriamo a tutti di poter realizzare i loro sogni e di vivere intensamente la vita che li aspetta.

Campo rosso, 13 giugno 2017

        Che succede? Che giorno è? Il 13 giugno?! No, no: ci dev'essere stato un errore. Non può essere, non eravamo proprio ieri in palestra piccola, per il nostro primo giorno di scuola, quando la preside ad uno ad uno chiamava i nostri nomi classe per classe? Ricordo quelle prime ore del Liceo come se fossero accadute soltanto qualche settimana fa. Com'è possibile che tutto ciò sia già trascorso? Dov'è andato questo tempo che pareva infinito e che invece è durato poco più di un istante?

        Ho ricordi frammentati delle superiori: dei primi anni, ad esempio, non rammento quasi nulla. Quando riguardo gli annuari di quando eravamo in seconda, in terza, e passo le pagine della nostra classe mi pare addirittura di non riconoscermi più.

        Ed invece siamo qui: il penultimo giorno del quinto anno. E poi? Che succederà? Che fine faremo? Incredibile pensare che il tanto fastidioso e monotono ritorno quotidiano alla classe di sempre uguali facce ora mi manchi già così tanto. L'ho detestato, a volte, questo ripetitivo ritorno, ed adesso? Adesso vorrei non finisse mai.

        Mi sento grande? Mi sento cresciuto? No, come potrei? Non sono ancora quel piccolo primino che cinque anni fa ha varcato le porte di questo austero edificio? Ma quale austero edificio? È diventata la mia casa, questa scuola! Come posso non rimpiangere il giornaliero saluto di Gabri, di Nadia, delle altre bidelle che col passare degli anni hanno imparato il mio nome ed alle quali non ho potuto che affezionarmi?

        E che nostalgia sento già delle quattro mura della classe! Del lungo corridoio, dell'usato campo rosso,... Eppure è terminato, questo nostro "breve lungo viaggio": sono giunti alla conclusione tutti i mesi e gli anni trascorsi nel grande Liceo "Oberdan".

        Cosa mi ha lasciato, chiedete? Tanta conoscenza, tante amicizie, tanta gioia e non poche delusioni. Ma terrò stretti questi anni, conserverò care tutte le esperienze che ho tratto durante il mio esiguo ma lunghissimo tempo in cui sono stato studente di questa incredibile scuola.

        Mi piace pensare che sia stato in grado di ripagarla, di restituirle almeno parte di quei piccoli momenti che mi ha donato, di ogni istante in cui - senza accorgermene - mi ha trasformato dal fresco ed ignaro fanciullo ad un piccolo uomo dell'oggi.

        Quanta trepidazione, quale attesa per ciò che la Vita ci riserva per il domani, per le sfide che ci attendono dietro l'angolo del suo cammino, come quelle con cui anche all'"Oberdan" ho dovuto imparare a confrontarmi.

        Ma mi sento arricchito, nutrito, coccolato, dalle stanze imponenti di questa scuola, dalla sua polverosa biblioteca e dalla sua gelida invernale atmosfera. La voglio ringraziare, la mia Scuola, e vorrei ringraziare ogni persona conosciuta, stringere forte tutti gli incontri del mio percorso, le soddisfazione e le amarezze.

        Ed ora via, su, forza! C'è la Vita lì fuori che ci aspetta... che mi aspetta. Varchiamone le soglie ed assaporiamola tutta: è così breve, alla fine.

 

Matteo Landi, ex Quinta C

Ultima modifica il 10-11-2020